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Chernobyl: Recensione

Voce: Fedelotti

Montaggio: NikTheGame

 

Il 26 aprile 1986 alle 1 e 23 del mattino, il reattore n° 4 della centrale nucleare V.I. Lenin di Černobyl esplose, facendo fuoriuscire una nube radioattiva che si propagò per gran parte dell’Europa e alcune porzioni della costa est del Nord America. Con 65 morti accertati e oltre 4000 casi di tumori alla tiroide, con l’aggiunta di innumerevoli casi di malformazioni varie, il disastro di Černobyl è il più grave ed increscioso disastro nucleare civile della storia dell’umanità.

La serie del qui miracolato sceneggiatore di Superhero: il più dotato tra i supereroi , Craig Mazin, non riesce ad andare oltre l’idea strutturale ispirata, che in maniera sensata e originale genera sdegno in chi vorrebbe tutto e subito e mostra il disastro un poco alla volta.

Dietro un plot di così notevole impatto si celano le solite problematiche legate ad una visione macchiettistica complementare (i soliti russi dipinti come idioti senza scrupoli) di un racconto che deve traslarsi, da fatto reale a fatto di fiction.

Se la parte relativa ai fatti storici ha l’inconsuetudine di apparire abbastanza aderente ai fatti, quello che proprio non convince è tutta la sottotrama di finzione che accompagna il racconto centrale (cause e arginamento del disastro). Fra personaggi inventati di sana pianta e situazioni intrise di cliché e dialoghi prevedibili, il racconto non decolla, accontentandosi di descrivere in maniera didascalica e perentoria gli eventi che hanno portato alla sciagura. Un serial perfetto per chi in questi anni ha vissuto nel Paese delle meraviglie.

Un vero peccato che attori del calibro di Jared Harris, Stellan Skarsgård ed Emily Watson non riescano mai a far emergere tutto il loro talento, mitigato da una sceneggiatura non all’altezza della situazione, che s’accontenta e limita al compitino, infarcendo il racconto di luoghi comuni che vanno avanti da oltre mezzo secolo.

Il disastro di Cernobyl è stato certamente il fallimento di un sistema che era prossimo a disintegrarsi nel giro di pochi anni da quella sciagura, ma “manipolare” un’ecatombe simile per continuare a fare propaganda è una cosa assai becera. L’U.R.S.S non uccise mai di proposito i civili col nucleare, al contrario dei bacchettoni e moralisti Americani, fatti qui passare come eroi e giusti in diversi passaggi, nonostante non appaiano mai.

Autore: Jacopo Tibo

6
VOTO FINALE

Dietro un plot di così notevole impatto si celano le solite problematiche legate ad una visione macchiettistica complementare (i soliti russi dipinti come idioti senza scrupoli) di un racconto che deve traslarsi, da fatto reale a fatto di fiction.

  • Voto Finale 6

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