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Recensione: Parasite

Settimo lavoro del regista sudcoreano Bong Joon-ho, Parasite è ciò che oggi il buon maestro della nouvelle vague Claude Chabrol, se fosse ancora in vita, avrebbe definito “il definitivo film di lotta di classe”. Tuttavia qui non si corre mai il rischio di scadere nell’autorialità a tutti i costi che fa spesso, per il pubblico pagante, da deterrente in molto cinema orientale. Poiché il modo in cui la cinepresa del regista di Snowpiercer riesce ad usufruire di personaggi, oggetti, spazi ed incredibili espedienti narrativi, oltre ad essere sfacciatamente delirante e magistrale, non ha bisogno di facili didascalismi.

Si comprende dalle semplici azioni e dagli ambienti precisamente incorniciati quanto la famiglia Kim sia schifosamente povera, dunque disposta a tutto pur di raggiungere il benessere; o quanto i Park siano schifosamente ricchi tanto da non farsi scrupoli a licenziare la “servitù” con improbabili giustificazioni. 

Parasite è invero – come già dicono in tanti e ha decretato la Palma d’oro di cui si è avvalso – la migliore black comedy che si sia vista nell’ultimo decennio. Se Polanski in Carnage, per onorare la pièce teatrale di Yasmina Reza, si atteneva soprattutto al testo senza strafare con la regia, essendo Bong Joon-ho qui anche l’autore è più libero di sbizzarrirsi con una storia che, dopo la parentesi più internazionale di Snowpiercer e Okja, è squisitamente coreana, ma al contempo universale.

Si consiglia la visione in lingua originale per apprezzare ancora di più le grandi capacità di tutti gli attori nel modulare, tra il serio ed il faceto, le proprie interpretazioni. Ogni tassello e personaggio, in questo perverso capolavoro della tragicommedia, si trova al posto esatto ed è pronto ad esplodere come un ordigno nucleare ad orologeria! 

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Parasite è invero la migliore black comedy che si sia vista nell'ultimo decennio. Bong Joon-ho si è sbizzarrito con una storia che, dopo la parentesi più internazionale di Snowpiercer e Okja, è squisitamente coreana, ma al contempo universale.

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