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Rocketman: L’altra Recensione

La forma che annienta la sostanza.

Seguendo pedissequamente la storia di Reginald “Reggie” Dwight, noto ai più come Sir. Elton John, nel solito canovaccio da biopic “Genio incompreso-Star-Morte-Resurrezione”, Rocketman dell’inglese Dexter Fletcher riesce laddove il precedente Bohemian Rhapsody falliva. Ma fallisce dove Bohemian Rhapsody convince: il film di Bryan Singer, completato dallo stesso Fletcher, poneva l’accento sulla celebrazione della musica e l’arte dei Queen risultando, nonostante gli evidenti difetti, divertente e trascinante. Rocketman è un soporifero racconto gossipparo, messo in scena con i colori  e i numeri scintillanti del musical.

In questo carrozzone kitsch per fortuna giunge in soccorso il talento cristallino del giovane Taron Egerton, – senza trascurare l’ottimo cast di supporto-, che è mirabile in ogni situazione che lo coinvolge, in una performance ben lontana dall’effetto “Tale e Quale Show” del Freddie Mercury di Rami Malek.

L’attore di Kingsman – Secret Service, pur tenendo conto della controparte reale da non dover tradire, non si limita alla performance da epigono. Anzi ridisegna sulle sue spalle e le sue corde vocali un personaggio a tutto tondo, capace di dare quel poco di colore che riesce a tenere sveglio lo spettatore piú smaliziato.

Con un budget medio-basso (40 milioni di euro), Fletcher e collaboratori creano un musical onirico che piega la musica al volere della storia raccontata. Il regista si dimostra un tecnico coscienzioso ed intrigante, da tenere d’occhio per il futuro. Speriamo, per il suo bene, che rivolga lo sguardo altrove.

Dall’attendibilitá storica alla volontà da parte di autori ed Elton John stesso, di mostrare senza peli sulla lingua i sordidi contenuti della vicenda; ed in virtù di una campagna promozionale che faceva interamente leva sulla contrapposizione con i contenuti presenti in Bohemian Rhapsody, Rocketman inganna e infrange le promesse (e premesse) deludendo le aspettative.

Tradendo se stesso il lungometraggio non indugia più del consentito sui vizi della star di “Crocodile rock“, mostrandoci solo dei brevissimi scorci sui suoi eccessi.

5
Mediocre

Rocketman è un'opera che "esplode" nella forma, ma che implode nella sostanza, divisiva e poco coinvolgente non lascerà traccia del suo passaggio.

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