Dal 4 al 7 settembre si è tenuta la 53ª edizione del Telluride Film Festival, in una cittadina del Colorado di poche migliaia di abitanti, sulle Montagne Rocciose. Niente tappeto rosso, niente giuria, niente premi. Il programma viene annunciato il giorno prima dell’apertura: quest’anno il 3 settembre.
Eppure è là che comincia davvero la stagione degli Oscar. Non lo dice il festival, che anzi si tiene fuori da qualsiasi retorica competitiva. Lo dicono i fatti.
Quarantotto ore per cambiare il favorito
Il 3 settembre, alla vigilia, i pronostici americani per il migliore attore convergevano su John Malkovich. Il 5 settembre, a festival iniziato, il favorito era diventato Andrew Scott per Elsinore, presentato proprio a Telluride.
Due giorni. Nessun premio assegnato, nessuna votazione, nessun annuncio ufficiale: solo qualche centinaio di persone che ha visto un film in una sala di montagna e ne è uscita raccontandolo. La corsa agli Oscar è anche questo, e conviene saperlo quando a gennaio si leggerà che un nome «è arrivato dal nulla».
Cosa c’era in programma
Le prime mondiali dell’edizione sono state Elsinore con Andrew Scott, The Debut di Jesse Eisenberg e Tender Loving Care di Mike Leigh. In programma anche The Liberation con Carrie Coon e Rose con Sandra Hüller.
Diversi titoli erano in comune con il Lido: Ink di Danny Boyle, Wild Horse Nine di Martin McDonagh e Bucking Fastard di Werner Herzog sono passati da entrambi i festival nella stessa settimana.
Il segreto di quest’anno
Telluride ha una tradizione: una proiezione a sorpresa, non annunciata nemmeno nel programma dell’ultimo minuto. Nel 2026 era il documentario di Nathan Fielder su Elizabeth Holmes, la fondatrice di Theranos. Uscirà in sala a ottobre, distribuito da A24.
Continuiamo a seguire la stagione: qui trovi premi e festival, compresi i pronostici per gli Oscar 2027 e il concorso di Venezia.

