Comincia nel 1974 con Sugarland Express, quando Spielberg è un ragazzo che ha appena finito di lavorare in televisione e Williams è già un professionista affermato. Prosegue per oltre cinquant’anni.
Non è solo longevità
Il dato quantitativo colpisce, ma da solo dice poco. La cosa notevole è che quella collaborazione ha attraversato tutte le fasi del cinema di Spielberg senza mai suonare fuori posto: l’avventura, il dramma storico, la fantascienza, il film per bambini, il film sull’Olocausto.
Sono registri che richiedono linguaggi musicali diversissimi, e Williams li ha attraversati mantenendo una riconoscibilità che non è mai diventata maniera.
Ha definito il suono di alcune emozioni
C’è un effetto collaterale di questa collaborazione che vale la pena riconoscere. Per intere generazioni di spettatori, Williams ha stabilito cosa suoni come avventura, come meraviglia, come minaccia.
Non nel senso che ha scritto belle musiche: nel senso che ha fissato delle convenzioni. Quando un compositore oggi deve scrivere “meraviglia”, parte da lì, anche se cerca di allontanarsene. È un’influenza talmente pervasiva da essere diventata invisibile.
Ancora al lavoro
Il fatto che a novantaquattro anni continui a firmare partiture per i film di Spielberg è, semplicemente, senza precedenti nella storia del cinema.
Ne abbiamo parlato di recente a proposito dell’ultima collaborazione, e la sensazione resta quella: non è nostalgia, è un compositore che continua a lavorare al suo livello.

