Condividi questo articolo
Fulvio Lucisano è morto a Roma il 18 agosto 2026, a novantotto anni compiuti da poche settimane. A dare la notizia è stata la figlia Paola con un messaggio sui social.
Nato a Roma il 1° agosto 1928 e laureato in giurisprudenza alla Sapienza, Lucisano era entrato nel cinema alla fine degli anni Quaranta attraverso il documentario, collaborando con l’Istituto Luce. Nel 1958 fonda la Italian International Film, la casa di produzione e distribuzione che avrebbe guidato per oltre sessant’anni e che nel 2014 sarebbe diventata Lucisano Media Group.
Dal cinema di genere a Troisi
La sua carriera si è mossa tra registri opposti. Negli anni Sessanta la IIF stringe un accordo con la American International Pictures di James H. Nicholson e Samuel Z. Arkoff, lo studio losangelino da cui uscivano i film di Roger Corman: da quella collaborazione nasce nel 1965 Terrore nello spazio di Mario Bava, girato nel Teatro 5 di Cinecittà e diventato negli anni un titolo di culto internazionale, spesso citato nel dibattito sulle origini visive di Alien.
Del filone di genere fa parte anche Cosa avete fatto a Solange? (1972), giallo diretto da Massimo Dallamano con musiche di Ennio Morricone, tra i film italiani più amati da Quentin Tarantino. Nel 2005 la Mostra di Venezia dedicò a Lucisano una giornata all’interno della retrospettiva sulla storia segreta del cinema italiano curata dallo stesso Tarantino, con le copie restaurate di entrambi i titoli.
Parallelamente Lucisano ha prodotto Per le antiche scale di Mauro Bolognini con Marcello Mastroianni, Interno berlinese di Liliana Cavani, Un ragazzo di Calabria di Luigi Comencini e Il grande cocomero di Francesca Archibugi, candidato all’Oscar per il miglior film straniero nel 1993.
Il titolo che più lo lega alla memoria del pubblico italiano resta Ricomincio da tre, esordio alla regia di Massimo Troisi nel 1981. Seguirono Il tassinaro di Alberto Sordi, la saga di Fantozzi, Ninfa plebea di Lina Wertmüller e Notte prima degli esami di Fausto Brizzi.
Riconoscimenti
<cite index=”23-1″>In un’intervista a Variety del 2008 Lucisano aveva dichiarato: «I generi non esistono»</cite>, spiegando che l’unico giudice che gli interessava era il pubblico.
Presidente dell’ANICA dal 1998 al 2001, ha ricevuto cinque David di Donatello, tra cui quello alla carriera nel 2009, e quattro Nastri d’Argento. Nel 2007 era stato nominato Cavaliere del lavoro. Lascia le figlie Federica e Paola, entrambe produttrici, oggi alla guida del Lucisano Media Group.

