Come poche note dei Goblin sono diventate uno dei riff più riconoscibili del cinema italiano.
La partitura dei Goblin del 1977 costruisce lo spazio del film di Dario Argento più di quanto non faccia la scenografia: come il suono diventa architettura della paura.
Come le musiche di Claudio Simonetti hanno smesso di accompagnare i film di Argento per diventarne parte narrativa.
Da Rota a Morricone, da Umiliani ai Goblin: quattro modi di scrivere per immagini che il mondo ci ha copiato.

