Condividi questo articolo
Tanto cuore e un cane da applausi, ma la retorica alla lunga pesa
Dodici anni dopo Fury, David Ayer torna a lavorare con Brad Pitt e lascia da parte i carri armati per un territorio solo in apparenza più semplice: un idrovolante che precipita in Alaska, un uomo che sopravvive allo schianto e un pastore tedesco che non lo lascia un momento
Il film parte da qui e, per buona parte della sua durata, non ha bisogno di molto altro. James Belmont è un ex ufficiale delle forze speciali, Odino il cane che è stato al suo fianco in missione, e la strada verso la salvezza è lunga, fredda e piena di ostacoli. La narrazione è lenta ed sorretta alla fotografia di Mauro Fiore, che rende bene il gelo e la vastità del paesaggio, e soprattutto ai suoi due protagonisti.
Pitt offre una prova asciutta e intensa, tutta sguardi e fatica fisica, e riesce a tenere in piedi il film anche nei passaggi in cui la sceneggiatura zoppica un po. Accanto a lui il cane è sorprendentemente credibile, e il loro rapporto è la cosa migliore del film: chi ha un animale in casa difficilmente uscirà dalla sala con gli occhi asciutti.
La parte centrale è anche quella più riuscita. Ayer, che con il cinema d'azione ha sempre avuto la mano pesante, qui sceglie di sottrarre: pochi dialoghi, tempi lunghi, la fatica mostrata più che raccontata, un registro insolito per il regista, ma funziona.
Il problema è che il serviva, quello vero, a un certo punto passa in secondo piano. Gli ostacoli della natura diventano quasi un pretesto, e il film punta sempre più sull'emozione, con un uso della musica e dei ricordi che finisce per spingere troppo. Nell'ultima parte il registro cambia, e il racconto prende una piega da celebrazione militare che stona con l'intimità costruita fino a quel momento.Anche il finale, pur commovente, sembra più costruito a tavolino frutto di un percorso narrativo spontaneo.
J.K. Simmons e Anna Lambe compaiono in ruoli di contorno che non lasciano grande traccia, e restano novantacinque minuti che scorrono bene, con un attore protagonista in forma e una confezione di ottimo livello, ma anche la sensazione di un film che si accontenta di commuovere invece di provare a raccontare qualcosa di più.
Un buon film, niente di più. Funziona grazie a Pitt e al suo compagno a quattro zampe, e con un po' meno retorica nell'ultima mezz'ora avrebbe potuto lasciare il segno.
Voto
Descrizione
Un buon film, sorretto da un grande Brad Pitt e dal suo cane, che però nell'ultima parte cede troppo alla retorica, perdendo l'intimità costruita fino a quel momento.Leggi anche: Heart of the Beast, il trailer del survival con Brad Pitt · Film in uscita al cinema a novembre 2026, settimana per settimana

