Nel 2026 il 2001 compie venticinque anni. È un anniversario che conviene guardare da vicino, perché quell’anno ha lasciato al cinema italiano un primato che nessuno ha più battuto — e perché due dei protagonisti di allora sono tornati in cronaca proprio in questi giorni.
La Palma d’oro che l’Italia non ha più vinto
Il 20 maggio 2001, la giuria presieduta da Liv Ullmann assegna la Palma d’oro a La stanza del figlio di Nanni Moretti. In concorso c’erano Mulholland Drive di David Lynch, L’uomo che non c’era dei fratelli Coen e La pianista di Michael Haneke.
Non fu una vittoria in un’annata debole: Lynch e Coen si spartirono ex aequo il premio per la regia, Haneke portò a casa il Gran Premio della Giuria e le due coppe per Isabelle Huppert e Benoît Magimel. Moretti li superò tutti.
Per l’Italia era la fine di un’attesa lunga ventitré anni: l’ultima Palma era stata quella di L’albero degli zoccoli di Ermanno Olmi nel 1978 (l’albo d’oro completo delle Palme italiane è qui). Il punto, oggi, è un altro: da quel 20 maggio sono passati venticinque anni e nessun film italiano ha più vinto a Cannes. L’attesa che Moretti aveva interrotto è ricominciata subito dopo, ed è già più lunga di quella di prima.
L’altro italiano del 2001, e perché conta oggi
Sempre nel 2001 esce L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, il film che ridefinì per un decennio il modo in cui il cinema italiano raccontava i trentenni.
La coincidenza vale la pena segnalarla. Venticinque anni dopo, Moretti e Muccino sono entrambi nella lista dei ventuno film da cui l’ANICA sceglierà il candidato italiano agli Oscar 2027: il primo con Succederà questa notte, il secondo con Le cose non dette. Gli stessi due nomi, un quarto di secolo dopo, ancora al centro.
Che cosa altro compie venticinque anni
- Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello — Peter Jackson
- Mulholland Drive — David Lynch
- Il favoloso mondo di Amélie — Jean-Pierre Jeunet
- La città incantata — Hayao Miyazaki
- Moulin Rouge! — Baz Luhrmann
- Monsters & Co. — Pete Docter, per la Pixar
- Shrek — Andrew Adamson e Vicky Jenson
- A.I. Intelligenza artificiale — Steven Spielberg
- Harry Potter e la pietra filosofale — Chris Columbus
- Donnie Darko — Richard Kelly
- The Others — Alejandro Amenábar
- Ocean’s Eleven — Steven Soderbergh
- A Beautiful Mind — Ron Howard, Oscar per il miglior film
- La pianista — Michael Haneke
L’anno in cui il fantasy diventa industria
Guardato da qui, il 2001 è un anno di passaggio. A un mese di distanza escono Harry Potter e La Compagnia dell’Anello: due saghe che trasformano il fantasy da genere di nicchia nel modello economico dominante dei vent’anni successivi, quello delle trilogie pianificate in anticipo.
Nello stesso anno l’animazione americana smette di essere solo Disney — Shrek e Monsters & Co. arrivano a pochi mesi l’uno dall’altro — e dall’altra parte del mondo Miyazaki firma La città incantata, che due anni dopo vincerà l’Oscar e aprirà l’anime al pubblico occidentale.
E in mezzo, un film italiano piccolo e doloroso su una famiglia che perde un figlio si prende la Palma d’oro. Venticinque anni dopo, è ancora l’ultima.
Altri approfondimenti e la stagione dei premi.


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