Netflix ha diffuso il primo trailer ufficiale di The Further Mis-Adventures of Cliff Booth, il film che David Fincher ha diretto su una sceneggiatura di Quentin Tarantino. In sala IMAX dal 25 novembre, su Netflix dal 23 dicembre.
Due nomi che non avevano mai lavorato insieme
La notizia, prima ancora del film, è l’accoppiata. Fincher e Tarantino sono i due registi americani più riconoscibili della stessa generazione e lavorano in modi opposti: uno gira quaranta ciak della stessa inquadratura cercando la precisione, l’altro scrive dialoghi che vivono di sbavature e digressioni.
Qui Tarantino firma solo la sceneggiatura — e produce — mentre la macchina da presa è di Fincher. È la prima volta: vedere una pagina scritta da uno passare per il metodo dell’altro è il motivo principale per aspettare questo film.
Che cosa racconta
Siamo nel 1977, otto anni dopo gli eventi di C’era una volta a Hollywood. Brad Pitt riprende il ruolo di Cliff Booth, la controfigura che gli valse l’Oscar, e lo ritrova diventato un fixer: quello che a Hollywood sistema i problemi di cui gli studios non possono occuparsi.
Non è un sequel in senso stretto ma uno spin-off autonomo, e il trailer affronta apertamente la domanda che tutti si facevano: che fine ha fatto Rick Dalton, il personaggio di Leonardo DiCaprio.
Il cast
- Brad Pitt — Cliff Booth
- Elizabeth Debicki — Karen Crosby
- Carla Gugino — Toni Peters
- Scott Caan — Charlie Peters
- Yahya Abdul-Mateen II — Roderick «Hot Rod» Harrison
- Timothy Olyphant — James Stacy, lo stesso ruolo che aveva nel film di Tarantino
- Peter Weller — Gus Booth
- Holt McCallany, Corey Fogelmanis, Karren Karagulian
Duecento milioni, e due settimane di sala
Il dato industriale merita attenzione quanto quello artistico. Il film costa circa 200 milioni di dollari e Netflix, che negli anni ha difeso l’uscita simultanea in streaming, gli concede due settimane di IMAX in esclusiva mondiale prima di portarlo sulla piattaforma.
È la stessa piattaforma che ha appena comprato La Bola Negra a Cannes per portarlo in sala il 16 ottobre. Due mosse nella stessa direzione, a poche settimane di distanza: chi voleva uccidere la sala adesso ci compra il biglietto.
Il 1977 non è un anno scelto a caso
Un’ultima cosa, per chi ama le coincidenze. Ambientare Cliff Booth nel 1977 significa metterlo esattamente nell’anno in cui Hollywood cambia mestiere: è il maggio di Guerre stellari, e con quello finisce la stagione che avevamo raccontato parlando dei film del 1976.
Una controfigura disoccupata che fa il fixer mentre intorno a lei il vecchio sistema degli studios si sgretola: sulla carta, è materiale da Fincher più che da Tarantino.
Il 23 dicembre, fra l’altro, è a due giorni dall’uscita di Werwulf di Robert Eggers. Il Natale 2026 in sala si annuncia affollato.
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