Sam Raimi compie oggi 67 anni. È nato il 23 ottobre 1959 a Royal Oak, alla periferia di Detroit, e quarantacinque anni dopo il suo primo film è ancora uno dei pochi registi capaci di passare da un horror girato con quattro soldi a un blockbuster da centinaia di milioni senza perdere la mano.
Gli amici, la cinepresa e una baita nel bosco
Tutto comincia da ragazzo, con una cinepresa 8 millimetri e due amici, Bruce Campbell e Rob Tapert, che resteranno al suo fianco per decenni. Con un cortometraggio, Within the Woods, raccolgono i soldi per il primo lungo, e nel 1981 esce La casa. Un horror a basso costo, sanguinoso e pieno di trovate, che debutta al Redford Theatre di Detroit e diventa in poco tempo un film di culto. Raimi lo rifà quasi da capo, e con più ironia, in La casa 2 (1987), e chiude il giro con L’armata delle tenebre (1992), con Campbell sempre nei panni di Ash, stavolta spedito nel Medioevo.
In mezzo c’è Darkman (1990), il suo supereroe prima dei supereroi, e dopo arrivano il western Pronti a morire (1995) e Soldi sporchi (1998), un noir sulla neve che gli porta due candidature all’Oscar, per Billy Bob Thornton e per la sceneggiatura di Scott B. Smith. È il film che dimostra a Hollywood che Raimi sa fare anche altro.
L’uomo ragno
Nel 2002 Sony gli affida Spider-Man. Con Tobey Maguire nel costume, il film batte il record d’incasso del primo fine settimana negli Stati Uniti e apre la strada al cinema dei supereroi come lo conosciamo oggi. Spider-Man 2 (2004), con il dottor Octopus di Alfred Molina, vince l’Oscar per gli effetti visivi ed è ancora per molti il miglior film del personaggio. Il terzo capitolo (2007) va meno bene, e Raimi lascia la saga.
Torna subito al suo primo amore con Drag Me to Hell (2009), poi firma Il grande e potente Oz (2013) e, quasi dieci anni dopo, rientra nel mondo Marvel con Doctor Strange nel Multiverso della Follia (2022), il più horror dei film dello studio.
Il 2026 e quello che viene dopo
Quest’anno è arrivato Send Help, un thriller di sopravvivenza con Rachel McAdams e Dylan O’Brien, uscito a gennaio. È rimasto in testa al box office americano per due settimane e ha chiuso con circa 94 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget di 40. Per un film senza un supereroe o un marchio alle spalle, il miglior risultato della sua carriera.
Il prossimo passo è un nuovo Magic per Lionsgate, dal romanzo di William Goldman che nel 1978 era diventato il film con Anthony Hopkins ventriloquo e il suo pupazzo, scritto dagli stessi sceneggiatori di Send Help, Mark Swift e Damian Shannon. Un altro horror, quindi, che a 67 anni è ancora il posto dove Raimi si diverte di più.
Fonti: Detroit Historical Society · The Week
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