È morto Tom Skerritt. Se n’è andato il 21 ottobre per cause naturali, a 93 anni, e lo ha fatto sapere la famiglia, che lo ricorda così: «Il mondo conosceva Tom per la sua straordinaria carriera di attore, noi per il suo umorismo, la curiosità, la saggezza, la generosità e l’amore che ha portato nelle nostre vite».
Per il pubblico è stato soprattutto due uniformi. Quella di Dallas, il capitano della Nostromo in Alien (1979), e quella di Viper, l’istruttore che in Top Gun (1986) prova a tenere a bada il Maverick di Tom Cruise. Due ruoli da uomo d’autorità, misurato e un po’ paterno, che erano anche il suo modo di stare sullo schermo.
Da Detroit al set, passando per l’aviazione
Era nato a Detroit il 25 agosto 1933, in una famiglia della classe media. Dopo quattro anni nell’aeronautica americana aveva studiato alla Wayne State e poi all’UCLA, dove era arrivato per imparare a fare il regista dopo aver visto Quarto potere. La recitazione arrivò quasi per caso, con uno spettacolo teatrale a Los Angeles, e il primo film fu War Hunt (1962), un piccolo film sulla guerra di Corea che segnò anche l’esordio di un giovane Robert Redford. Restarono amici per tutta la vita, e trent’anni dopo fu proprio Redford a dargli uno dei ruoli più belli, il reverendo Maclean, padre di Brad Pitt e Craig Sheffer in In mezzo scorre il fiume (1992).
Negli anni Settanta era passato da Robert Altman, con M*A*S*H e Gang, e aveva fatto il poliziotto in moto di Harold e Maude. Il ruolo del marito paziente di Shirley MacLaine in Due vite, una svolta (1977) gli valse il premio del National Board of Review. Poi, dopo Alien e Top Gun, il marito di Sally Field in Fiori d’acciaio (1989) e l’astuto rivale di Jodie Foster in Contact (1997).
Lo sceriffo Brock
Il riconoscimento più importante, però, arrivò dalla televisione. Come lo sceriffo Jimmy Brock di Picket Fences, la serie di David E. Kelley andata in onda dal 1992 al 1996, vinse l’Emmy come miglior attore protagonista in una serie drammatica nel 1993. Prima era passato da Cheers, dove era Evan Drake, e più tardi da Brothers & Sisters e Leverage. Nel 2013, a ottant’anni, aveva debuttato anche a Broadway con Il momento di uccidere, tratto da John Grisham.
La regia, alla fine, non l’aveva mai lasciata del tutto. A Seattle era tra i fondatori di TheFilmSchool, una scuola di cinema. Lascia la moglie Julie, cinque figli, cinque nipoti e due pronipoti.
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