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Jon Watts dirige, Simon Kinberg scrive una trilogia intera. Ma il problema di Lucasfilm non è mai stato annunciare i film.
Lucasfilm ha scelto Jon Watts per dirigere Star Wars: Episodio X, il primo film della saga principale dopo L’ascesa di Skywalker. A scriverlo sarà Simon Kinberg, e non si tratta di un film isolato: è il primo di una nuova trilogia, che riprende il racconto dove la precedente lo aveva chiuso e che dovrebbe rivedere Daisy Ridley nei panni di Rey.
Dal 2019 Lucasfilm ha annunciato sei film. In sala ne è arrivato uno
Vale la pena guardare l’annuncio dentro il suo contesto, perché cambia parecchio le cose. Dalla fine della trilogia sequel, Lucasfilm ha annunciato film con David Benioff e D.B. Weiss (cancellato nel 2019), una trilogia di Rian Johnson (annunciata nel 2017, mai entrata in produzione), Rogue Squadron di Patty Jenkins e un film di Kevin Feige (entrambi accantonati nel 2023), un progetto di Taika Waititi annunciato nel 2020 e uno scritto da Damon Lindelof per la regia di Sharmeen Obaid-Chinoy.
Di tutta quella lista, in sala è arrivato un film solo: The Mandalorian and Grogu, il 22 maggio di quest’anno. Sette anni di distanza dal precedente. Annunciare un film di Star Wars e farlo sono due mestieri diversi, e negli ultimi sei anni Lucasfilm è stata molto più brava nel primo.
E quell’unico film ha detto qualcosa
The Mandalorian and Grogu ha incassato 345,8 milioni di dollari nel mondo, a fronte di un budget di 165, con un crollo del 70 per cento al secondo weekend. Per misurare la distanza: L’ascesa di Skywalker, considerato il capitolo meno riuscito della trilogia, ne aveva fatti 1,077 miliardi.
L’annuncio di una nuova trilogia arriva quattro mesi dopo quel risultato. Non è un dettaglio: significa che la decisione è stata presa sapendo che il marchio, al cinema, non tira più come tirava. È lo stesso mercato in cui, quest’anno, solo cinque film nel mondo hanno superato il miliardo, e nessuno di questi era un franchise in difficoltà.
La scelta di Kinberg è la parte che dice di più
Affidare tre film a un unico sceneggiatore è, di fatto, un’ammissione. La critica più ricorrente alla trilogia sequel non riguardava i singoli film, ma il fatto che nessuno avesse deciso prima dove sarebbe andata a finire: tre registi, tre direzioni, due film passati a smontare quello precedente. Una trilogia scritta da una sola persona è la risposta diretta a quel rimprovero.
Il punto è chi sia quella persona. Kinberg ha scritto X-Men: Conflitto finale nel 2006 e ha scritto e diretto Dark Phoenix nel 2019: due adattamenti della stessa storia, la saga di Fenice Nera, che è il racconto più amato dei fumetti X-Men. L’ha mancata due volte, e la seconda ha chiuso la serie X-Men della Fox nel modo peggiore. Ha anche scritto Mr. & Mrs. Smith e Sherlock Holmes e prodotto Deadpool: il curriculum non è quello di un incapace. Ma sulla capacità di portare a termine una saga in tre atti, il precedente specifico ce l’abbiamo, ed è quello.
Watts, invece, è la parte interessante
Nel 2022 Jon Watts si è ritirato dalla regia dei Fantastici Quattro per Marvel. Lo aveva fatto dopo Spider-Man: No Way Home, che aveva incassato 1,89 miliardi, e la spiegazione che ha dato in seguito è stata secca: «Ero a secco». Sapeva di non avere ciò che serviva per fare bene quel film, e se n’è andato.
Quattro anni dopo accetta l’incarico più pesante che esista a Hollywood. Non è un estraneo per Lucasfilm — per loro ha creato la serie Skeleton Crew — ma resta una scelta curiosa: non il nome sicuro che ci si aspetta per riaprire la saga, e nemmeno quello che i fan avrebbero indicato.
Resta, sopra tutto, la domanda che nessun annuncio risolve. L’ascesa di Skywalker finiva con Rey che seppellisce le spade dei Skywalker e prende quel cognome: era un finale, dichiarato tale. Continuare una saga che era stata chiusa apposta è la definizione stessa di un franchise che non riesce a smettere — e stavolta, a differenza del 2019, il pubblico in sala ha già fatto sapere che non lo dà per scontato.

