Condividi questo articolo
Ha dato una voce agli oceani di Attenborough, ai drammi di Ken Loach e alle commedie di Nora Ephron. Molti di noi lo hanno ascoltato per anni senza conoscerne il nome.
È morto George Fenton, compositore britannico di oltre cento colonne sonore per il cinema e di innumerevoli musiche per la televisione. Aveva 76 anni e se n’è andato all’improvviso lunedì 5 ottobre, come ha comunicato la famiglia. «Lascia l’amata moglie Amanda, l’ex moglie Jane, i figli Gemma, Grace e Bridget, i nipoti Lola, Audrey, Alfred, George, Frank e Beatrice», si legge nell’annuncio, che si chiude con tre parole, «e una vita di musica».
In Gran Bretagna la sua musica è stata per decenni parte della vita quotidiana senza che quasi nessuno ne conoscesse l’autore. Sono sue le sigle dei telegiornali della BBC — quello delle tredici, delle diciotto, delle ventuno — e quella di Newsnight. Nel cinema, la sua musica è arrivata cinque volte fino alla notte degli Oscar.
Al servizio di due fratelli Attenborough
Fenton ha lavorato per tutti e due gli Attenborough. Per Richard, il regista, ha firmato Gandhi, candidato all’Oscar insieme a Ravi Shankar, poi Grido di libertà, che, scritto insieme al sudafricano Jonas Gwangwa, gli valse due candidature, per la colonna sonora e per la canzone, e infine Viaggio in Inghilterra.
Per David, il naturalista, ha scritto la musica di Blue Planet e di Planet Earth, che gli hanno portato due Emmy e un BAFTA, e poi di Frozen Planet e, ancora nel 2023, di Wild Isles. Le immagini degli oceani e delle migrazioni che una generazione intera ricorda hanno, nella memoria di chi le ha viste, il suono delle sue orchestre. Qui lo si vede dirigere dal vivo il tema di Blue Planet.
Hollywood, con la stessa mano leggera
Le altre due candidature arrivarono da Hollywood. La prima per Le relazioni pericolose di Stephen Frears, una partitura che si muove fra il Settecento e la tensione di un thriller.
La seconda per La leggenda del re pescatore di Terry Gilliam. Nello stesso giro d’anni firmò Ricomincio da capo di Harold Ramis, Mary Reilly, C’è posta per te di Nora Ephron e Anna and the King: commedia, dramma e romanticismo con la stessa mano leggera.
Con Ken Loach, fino all’ultimo film
Il sodalizio più lungo è stato quello con Ken Loach, da My Name Is Joe e Sweet Sixteen fino a The Old Oak, passando per le due Palme d’oro, Il vento che accarezza l’erba e Io, Daniel Blake, e per La parte degli angeli e Sorry We Missed You. Per un regista che diffida di tutto ciò che è enfatico, Fenton scriveva musica che sapeva quando farsi da parte.
Prima della musica, il palcoscenico
Nato a Bromley nel 1949, aveva cominciato come attore, e nel 1968 era in scena in Forty Years On di Alan Bennett, all’Apollo Theatre di Londra. La foto in apertura è dell’anno dopo, scattata proprio dietro le quinte di quel teatro, quando la musica non era ancora il suo mestiere. Nel 2023 era stato nominato Comandante dell’Ordine dell’Impero britannico.
Leggi anche: John Williams e Steven Spielberg, il sodalizio più lungo del cinema · Ennio Morricone oltre il western

